Sono nato un lunedì mattina di fine novembre – la fatica di una vita. Appena nato già tutta la settimana lavorativa davanti. Nato davanti al mare, nel Sudest d’Italia: l’Adriatico, il maestrale e la terra rossa. Avevo un grande sogno nel cassetto – diventare una rockstar, ma ho riposto il sogno quando ho compreso che era l’incubo degli altri. Così le canzoni che scrivevo le ho trasformate in poesia, poi in dialoghi e monologhi teatrali, infine in prosa. Beh, peggio di Camilleri, sono stracolmo di romanzi nei cassetti (’sti cassetti!), tant’è che ho cominciato a pensare di prendere un armadio. Quindi, ho pasticciato carta a non finire, sebbene un giorno sia arrivato un piccì, così ho preso a creare “nuove cartelle”. E scrivo – ma non sempre, qualche volta mi capita di leggere.
Un giorno di settembre (me ne andai? No, troppo scontato) sono partito: spesso parto. Una tappa parigina, una leccese, una romana. Dopodiché, nomade nel pensiero, precario nella vita, inguaiato in amore, mi sono trasferito a Milano, sì ma non per tutta la vita, no! Il mese prossimo infatti mi trasferisco a Roma… certo, sono otto anni che lo dico guardando la Darsena.
P.S. Per la foto si ringrazia bj