Berlusconi: nuove dichiarazioni sulla giustizia
Dopo la sentenza della Corte d’Appello di Milano, Berlusconi è tornato a tuonare su giustizia e magistrati. Bisogna riformare la giustizia, in tutti i suoi gradi, livelli e istituzioni. Queste le parole di fuoco del premier.
E stamane, di prima mattina, sfidando la scarlattina, Berlusconi ha chiesto udienza dal papa. Lo si attende in Vaticano a ore.
Berlusconi, pare, sia infuriato. “Basta,” avrebbe detto ai suoi più stretti collaboratori, “è necessario riformare subito anche il Giudizio Universale. Dio è comunista, è un giudice monocratico che veste la toga di porpora che è rossa come quella dei comunisti.”
Tremano i muri di San Pietro, il papa a muso duro è pronto a rispondere che proprio comunista a Dio non ce la fa a sentirlo dire.
Il premier ha ragione, si affretta a incalzare Bonaiuti, Dio non può decidere da solo, con la schiera di angeli e santi a fare da pubblici ministeri e senza neppure un avvocato a difendere l’inquisito.
Ghedini e Pecorella si dichiarano disposti (nel caso necessario) a difendere Berlusconi davanti a Dio. Ma il premier non vuole sentire ragioni. La riforma del processo, compreso il Giudizio Universale, è necessaria per il Paese e il mondo intero. Quando la avremo compiuta ci ringrazierete, sono state le parole del ministro Bondi che subito ha fatto eco al presidente del Consiglio.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Di Pietro ha sbraitato che nessun tocchi suo padre. “Con Dio,” dice l’ex magistrato, “abbiamo più volte collaborato. Non cambieremo di una virgola il sistema processuale.”
Bersani, colto di sorpresa, non ha ancora rilasciato dichiarazioni anche se in ambienti del Pd si mormora che anche Togliatti avesse avuto un’idea simile.
Più possibilista, sulla riforma, Rutelli che, a fianco di Casini, ha detto: “Se Dio vorrà…”.
Nel frattempo angeli, arcangeli, schiere celesti e santi tutti sono pronti a scendere in piazza. Minacciano di scioperare per Natale: “Non parteciperemo sotto forma di statuine ai presepi quest’anno, non distribuiremo più bontà, chiuderemo tutte le grotte e ritireremo asini e buoi”. Il comitato delle mamme è spaventato, che faranno i nostri figli senza Natale?
Alla minaccia delle sfere celesti risponde Gasparri, capogruppo al Senato del Pdl: “Ancora una volta san Francesco e Gesù dimostrano di essere politicizzati e comunisti. Ma noi vogliamo il bene del Paese, precetteremo il Natale e garantiremo i servizi minimi disposti per legge. La stella cometa sarà al suo posto”. Poi, Gasparri aggiunge: “Quella del Giudizio Universale è una riforma necessaria che garantirà più equità a tutti”.
Questa sera, a “Porta a Porta”, è prevista una puntata speciale di Vespa sulla riforma della giustizia. Non si esclude un intervento “celeste”.
Nel frattempo, come sempre, Dio tace.
