Uno stralcio da una nuova storia


Papà è un uomo cortese, ha sempre una parola per ogni circostanza, un grande senso dell’ospitalità. Come è andato il viaggio, siete stanchi, avete fame – una serie di domande che possono sembrare di circostanza, invece lui pone attenzione alle risposte, approfondisce, non lascia caderle nel vuoto. Se rispondi che non hai fame ti chiede se hai mangiato qualcosa in aereo, e se rispondi che no, non ho mangiato niente, allora ribatte che è strano che tu non abbia fame: “Non ti senti bene?” è la domanda conclusiva. E il dialogo si rimpolpa, esce dalle frasi di circostanza e si allarga alla tua quotidianità, alla salute, agli impegni, al lavoro.
In quel momento, però, non avevo molta voglia di parlare. Preferivo guardare fuori dal finestrino, osservare i cambiamenti della città che evolve, diversa da come l’ho lasciata undici anni fa. E ripensavo a nonna.
Intanto mia moglie e papà dialogavano – credo di politica. Prossime votazione del sindaco, del presidente della provincia, della regione. Paure e speranze di cambiamenti e di continuità. La mia continuità è stata soffermare l’attenzione su quello che vedevo sfrecciare intorno.
I volti delle città mutano come quelli degli uomini. Di primo acchito sembrano sempre uguali. Invece a una seconda occhiata, ecco che intravediamo i chili in più, o in meno, la fatica negli occhi, i fili grigi sopra le orecchie, o la stempiatura più larga. Magari il sorriso di quella donna che ci piaceva è sempre bello, ma un poco meno solare, e una ruga in più vicino alle labbra.
Così per i quartieri delle città. I colori, l’atmosfera, le sensazioni restano immutate, poi però a uno sguardo più attento compare una rotatoria che non ricordavi, un palazzo in costruzione – cosa c’era prima lì? Fai uno sforzo, non ti ricordi, forse la vista era sgombra o c’era un vecchio casolare. Avresti bisogno di girare con vecchie foto che testimoniano ogni minimo cambiamento.
E poi ci vorrebbe uno sforzo mnemonico, di immaginazione. Anche se rivedessi un’immagine di come era prima, un attimo dopo la nuova realtà ti sembrerebbe da sempre. Succede con le persone con cui vivi tutti i giorni. Non ci si vede invecchiare, non ci si ricorda come si era prima. Devi avere il coraggio (perché di quello si tratta) di andare a rivedere un vecchio filmato o una fotografia per accorgerti di quanto ci siamo consumati – ingobbiti.
Nonna non guardava volentieri l’album in bianco e nero che c’era dentro il baule, che a me piaceva tanto. Diceva che le metteva tristezza, che il passato non va guardata, del passato bisogna tenere memoria.