La lista della spesa (un dialogo)
Amore sei in ritardo.
Ehi, non cominciare, oggi proprio.
Scusa, non volevo, è ché fai tardi in ufficio.
Saranno pure fatti miei.
Ooo, va bene. Scusa.
Oggi non mi hai degnata neanche di uno sguardo.
Oggi! La giornata è appena iniziata.
Non facciamo la solita facile ironia.
Ho capito.
Cosa?
Niente, niente. Mi vesto.
Bravo vestiti, ché oggi non è giornata.
Ci vediamo stasera.
Non lo so.
Come non lo so?
Sì, ci vediamo stasera, però capisci che non puoi dare sempre tutto per scontato.
Io non do niente per scontato.
E invece sì. Sei uguale a tutti gli altri.
Chi?
Gli altri, gli altri.
Ho capito. Ma chi sono gli altri.
Quelli del tuo sesso: gli uomini.
No, per favore, non attacchiamo con la solita solfa di uomini e donne, che sai che io.
Tu cosa? Mi minacci?
Ma che dici? Chi ti minaccia?
Stamattina sei aggressivo con me.
Io?
Sì, tu.
Ma se sei tu che.
Vedi? Subito a girare le frittate. Basta, stasera non ci vediamo.
Perché? Che ho fatto?
Non mi ascolti, non mi guardi, mi dai per scontata.
Gesù. Io non faccio niente di tutto questo.
Senti, per il bene della coppia io stasera vado a cena dai miei. Occhei?
Occhei. Va bene.
Anzi, visto che ci sei, fai la spesa. Lì ti ho lasciato la lista. Vado ché è tardi. Ciao.
Ciao.
(Mi avvio al tavolo, prendo la lista, la leggo in tralice, mi salta agli occhi “assorbenti”. Mmm, penso, ci siamo.)
