Un’urgenza necessaria

Sento il bisogno di farlo, di dirlo. Vorrei gridarlo a un megafono. Se fossi un cantante rock ne scriverei un verso in una canzone. Ma non posso esimermi almeno da un blog di esprimere una libertà di pensiero fondamentale:
"Windows Vista è una cacata pazzesca".
L’ho detto, non riuscivo a trattenermi più. 

Di rado

Di rado faccio pubblicità a me medesimo e alla mia fisiognomica, ma per una volta, solo per una, mi si perdoni un’autopromozione. Cliccando qui, potrete vedere un estratto video della serata di giovedì 22 maggio, fatta al circolo Métissage. Potrete osservare e ascoltare uno stralcio da L’amore in bocca di Marco Rossari e uno da Altrotempo del sottoscritto - me medesimo, quello di cui sopra. Ringraziando come è ovvio che sia i Pennellisolari ch’ebbero a organizzare e ideare la serata.

Il servilismo del Quarto potere

Oggi, sulle pagine di "la Repubblica" è in atto una polemica, un contenzioso fra Marco Travaglio e Giuseppe D’Avanzo. Sarebbe davvero lungo entrare nel merito di questa querelle. Però, per una volta mi sento di appoggiare incondizionatamente Travaglio, sebbene non provi per lui un’immediata empatia. Mi schiero dalla sua parte perché sono preoccupato, anzi che dico, sono spaventato dal servilismo del Quarto potere così ben rappresentato da D’Avanzo. La fine del giornalismo dei fatti e delle opinioni, dei dubbi e delle inchieste - ecco cosa rappresenta D’Avanzo. Egli è la porta del berlusconismo che si apre e tutto mette a tacere. E’ la fine della democrazia, dell’articolo 21 della Costituzione. D’Avanzo è gli avanzi (scusate l’ovvio gioco di parole) del neoveltronismo - che è già vecchio poiché è una replica del berlusconismo. Schifani non è mafioso, ma è stato (e in Sicilia quanto è difficile che si usi il passato prossimo!) amico di mafiosi - caro D’Avanzo questo si sapeva, si sa, si saprà: è inutile che ti sprechi in sterili sofismi, non sei neppure una penna eccellente. Il cerchio si stringe, Wells aveva capito tutto. Il Quarto potere si schiera, affianco del Primo, contro se stesso. Si ripiega in nome delle "distensioni politiche" (fra chi poi?), imbavaglia la verità, distorce i fatti e racconta alla gente che i fatti non sono la realtà - come da sempre fa la macchina comunicativa del berlusconismo. Condivido la posizione finale di Travaglio, aspettiamo che sia un giudice a decidere. Quando, ne sono certo (perché ancora per poco, ma speriamo ancora per molto, il Terzo potere non si asservirà come D’Avanzo & company), un giudice darà ragione a Travaglio, il Quarto potere riporterà sì e no un trafiletto - tanto la notizia fra 3 anni chi se la ricorderà più - e D’Avanzo fingerà di non avere mai scritto niente a proposito.

Inquietante ma vero

Il brano che qui vi riproduco è preso da un’intervista a Leonardo Sciascia del 1979. Sì, avete capito bene 1979 – a naso ho l’impressione che le cose non siano cambiate tanto.
“Quali garanzie offre questo Stato per quanto attiene all’applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro l’abuso di potere, l’ingiustizia? Nessuna. L’impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent’anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito; in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi perché quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino.”