Tempo

Al di sotto di nuvole che si addensano su cieli tersi,
Oltre l’attimo in cui la tramontana
Scompiglia desideri e paure,
Eccomi immerso in acque torrenziali
di pensieri e immagini. 

Lentamente carezzo e custodisco
Tempi in cui tremavo e sognavo,
Io arciere senza videofonino
In prima linea a difesa di un Impero che non conosco. 

Oggi cavalco su destriero-ronzino,
Un po’ Cavaliere Errante di nero vestito,
Un po’ don Chisciotte di abiti sdruciti coperto.
Non riesco a star fermo,
Dove taglia il vento vado,
Dove arranca l’onda mi bagno.
Su una roccia in mezzo al mare osservo e desidero…
Straniero – apolide
Precario, senza dimora, solo sole, vento, mare… 

Afferra la mia mano, il mio sesso
E ascoltiamo il nostro tempo.

Dieci giorni

 
A Berlusco’! A Feltri! A Giordana (che co’ quella voce nun ho mai capito se è donna o uomo)!
Ma non dovevamo vivere già nel migliore dei paesi del mondo? "Il giornale" (ottimo per incartare il pesce, avete mai provato?) "Libero" (il quotidiano-fumetto che gareggia con Paperino per le stronzate che dice) ci avevano prospettato la primavera dal 15 di aprile. Lo stesso aveva fatto Berluscasso. Dal giorno dopo le elezioni sarà un altro paese, ha detto il cavaliere senza cavallo.
E invece?
A Berlusco’ ‘a monezza a Napoli ancora lì sta. Alitalia non la compra più nessuno. Tu ti metti a fare il buffone (la cosa in cui eccelli insieme a Feltri e Giordana) e fai la mitragliata a una giornalista russa. A Berlusco’ ‘e tasse stanno ancora lì. A Berlusco’ piove. A Berlusco’ ‘ndo stai? A Berlusco’ stai a fa’ er giochetto de li ministri - decido io, zazzazero. Ma che stai a gioca’.
A Berlusco’ io lo so che fine farai tu, e con te Feltri, Giordana e poi purtroppo tutto il paese appresso. Tu farai la fine di Caligola. Il cavallo del cavaliere a Montecitorio. Nani e ballerine. La Carfagna ministro. Bondi il poeta con la lira (anzi l’euuuuo di Tremonti) canterà le tue gesta ignudo. Bossi che già prima quando parlava nun se capiva, figurate mo’, che fa le riforme. Maroni, il comunista di Democrazia proletaria, agli Interni ché magari imposta i servizi segreti alla kgb dell’amico Putin. E Formigoni che nun se fa er bidé per non toccarsi ché se no commette peccato dove lo metti? Io avrei una proposta, poi se vuoi te lo dico dove lo metterei io. E Schifani? Lo vuoi fa’ presidente der Senato? Ohhhh, era ora. Schifani garante della democrazia, come chiedere a papa Cazzinger di essere cristiano.
A Berlusco’, allora? Qui il paese va a rotoli. Sono già 10 giorni che hai vinto ’ste elezioni e non hai ancora fatto niente. A Berlusco’ ché hai bisogno d’un calcio ner culo? Te lo do io, senza offesa, se vuoi. 

Analisi

In questi giorni, che si preannunciano duri ma non puri, si susseguiranno le analisi. Io, intanto, vi rimando qui. Condivido questo commento-disamina di Franco Bifo Berardi che ha lasciato sul blog di Loredana Lipperini. Nel frattempo osservo gli osservatori stranieri (e chiedo venia per il gioco di parole) che già si preoccupano del paese di Pulcinella e del suo Buffone che gli italiani - famosi per la memoria corta - per la terza volta lo hanno eletto con un plebiscito.

Elaborazione lutto in corso

 

Non ho ancora deciso se andare a vivere in Costa Azzurra o sulla costa mediterranea della Spagna. Facili battute a parte, stamattina mi sono svegliato con un macigno in petto - e non credo sia un problema fisico-cardiaco.

Quando è troppo

I comunisti… la sinistra… quante cazzate che dice il buffone. Ma poi si supera - l’unico capace di tanto. Dà del fuori di testa a Totti (che non è un avversario politico, ma solo un elettore come altri 49 milioni di italiani) perché ha manifestato una posizione politica che in un paese DEMOCRATICO è legittima. Se Bertinotti desse del cretino a un elettore di destra, giuro, avrebbe già perso il mio voto. Se Veltroni desse del pazzo a un elettore di destra (attenzione, io parlo di elettori, non di politici - distinzione fondamentale, perché se fra loro politici si danno dell’imbecille è squallido ma può fare parte del loro gioco) io, che già non lo voglio votare, griderei allo scandalo.
E allora diciamolo, ora il cavaliere buffone senza cavallo ha superato i limiti. Due anni fa ci diede dei coglioni ché votavamo a sinistra (a sinistra, con Brodi e Mastellone, che sinistra!) e vabbè. Adesso da "grande" statista qual è dà del fuori di testa a un elettore. Ma che uomo (uomo?) è questo? E soprattutto, miei amici di destra che ogni tanto passate anche da qui, con che coraggio e faccia votate il cavaliere buffone senza cavallo? Dio ci salvi da voi. Anzi, ho capito perché votate a destra, perché siete dei disabili che con la mano e la matita non riuscite a arrivare a mettere la croce "in alto a sinistra". Odio chiama odio, e se qualcuno di destra si è offeso per questa mia dichiarazione si faccia un esame di coscienza sul proprio leader (altra parola eccessiva per quel buffone) e lo mandi a casa. Ma tanto voi le palle non le avete. Purtroppo.

BASTA

Adesso davvero basta. C’è sempre un momento in cui la democrazia va bene, la volontà e le idee degli altri sono sacrosante, ma poi qualche volta bisogna avere il coraggio di dire basta. Ho amici che votano a destra, lo so, li rispetto. Sia ben chiaro però che il loro leader (che parola grossa per quel buffone) non ha alcuna intenzione di rispettare me e le mie idee, e chi lo vota - per me - ha la stessa indole antidemocratica del cavaliere buffone senza cavallo. Siamo all’emergenza democratica, non ci sono più scuse, non ci sono più ravvedimenti, non ci sono più smentite. Adesso basta.
E sottoscrivo quello che oggi dice Ezio Mauro

I poeti (divertissement mattutino)

I poeti amano i versi
Meglio se perversi, immersi
In un mare di lacrime amare:
Amare la vita,
Amare le donne.
Danni che danno i(n)spirazione,
Muse senza volti
Girate a guardare guadare fiumi
D’inchiostro, conventi senza chiostro
Mostro e mosto di preghiere e rosari,
Tulipani e gabbiani.

I poeti amano i versi
Meglio se inversi, sommersi
E debitamente persi.

Un errore di prima mattina

 
Ti alzi faticosamente in questo inizio primavera. Tiri su la tapparella e godi del sole che quasi paradossalmente a Milano oggi splende mentre il resto d’Italia (mormorano) sia sotto attacco nebuloso. Poi, ti rifugi in bagno e lasci pieno sfogo alla vescica di ritrovare la sua giusta dimensione. Ti senti leggero, quasi felice. Dai un bacio alla persona con cui condividi le tue mura, metti sul fuoco il caffè e con quell’ebete sorriso che oggi ti contraddistingue accendi la tivù. Ma perché lo fai? Come ti è saltato in mente?
Depressione mattutina - il negoziato sull’Alitalia è saltato, la cordata (al collo) degli amici di Berlusconi non esiste (e si sapeva), negli Stati Uniti è recessione, forse le elezioni politiche italiane vengono rinviate perché è stata riammessa la Democrazia cristiana. La Democrazia cristiana? Ma chi? Forlani, Fanfani, Andreotti, Cossiga, Piccolo, Zaccagnini, Moro, De Gasperi? Gesù (piazza, ovviamente!) sono tornati? Allora Dio esiste, ‘ommiracolo, sono risuscitati? E allora come minimo le elezioni non c’è più bisogno di tenerle, tanto governerà la Dc con l’aiuto esterno del Pci, no questo era negli anni settanta, allora governerà la Dc con l’appoggio del Pli (che si presenta anch’esso), del Pri (La Malfa esiste ancora, pure lui), il Psi (un Craxi c’è sempre) e del Psdi (ci saranno anche loro, giuro).
Finalmente il pentapartito del Pentagono. Oh, basta con Veltrusconi, tutti i gran Casini che fanno, le riverenze alla Santanchè (sembra il nome di una quadriglia), gli Arcobaleni di sinistra e le Sinistre critiche (ma ci si può presentare con un nome del genere?  Ah Turiglia’!).
Intanto si scopre che i megadirettorigalatticidifantozzianamemoria italiani, mentre le aziende vanno in rosso, loro si aumentano gli stipendi. Berlusconi giustifica l’evasione quando le tasse sono troppo alte (ma lui lo sa che l’Italia non è uno dei paesi con la maggiore pressione fiscale? Si vedano Danimarca, Svezia ecc.), poi se la prende con il Quirinale, famosa istituzione comunista e sovversiva - si chieda a buon’anima di Moro quanto il Quirinale sia comunista: 1964 Segni presidente e generale De Lorenzo a passeggio. Arriva un momento in cui il caffè sul fuoco ormai brucia, il latte bolle, e tu a occhi sgranati davanti alla tivù hai voglia di piangere, e ti chiedi perché ho acceso questo aggeggio infernale? C’era il sole stamattina.
Ho chiuso gli occhi per un momento. Ho sognato Moro e Berlinguer. Ho riaperto gli occhi, c’era ancora Berlusconi che parlava. Li ho chiusi di nuovo, ho sognato Martin Luther King, li ho riaperti e c’era Condoleezza Rice che diceva che ci avrebbe protetti (ma da chi? da loro stessi? magari!). Li ho richiusi per la terza volta, ho sognato Bearzot con Pertini, li ho riaperti e c’era Moggi. Li ho chiusi per la quarta volta, stavolta li ho serrati - all’improvviso ho sentito la voce di mia moglie che spegneva la tivù dicendo "che lagna, basta ’sti qua", e rivolgendosi a me ha gridato: "Ehi, il caffè sul fuoco è uscito tutto, vuoi stare attento? Ma che fai dormi sul divano?".
Santa realtà.