Curiosity

Per chi quella sera non c’era, per entrare in quella atmosfera. Per chi quella sera c’era e vuole provare a trovarsi in qualche foto. Grazie a Eduardo, grazie al B Art.
 

Uno stralcio dovuto

[…] Alle due e mezza invernali, le tre o le quattro estive iniziava la sarabanda calcistica: si accendevano le radio della trattoria prima, del trullo dopo, e in religioso silenzio mio zio e l’amico di mio padre ascoltavano Tutto il calcio minuto per minuto – e io con loro. Ogni tanto si recepiva un urlo di mia sorella e dell’amichetta seguito da un mio shhh serio e adulto. Mio padre se ne fregava del calcio, ma io lo volevo partecipe della mia passione e a ogni gol correvo ad aggiornarlo di cambiamenti di classifica e nuove prospettive di campionato per il Bari. In quegli anni il Bari era solo in B, lottava per salire di serie ma perdeva puntualmente a fine campionato fra le mie lacrime e le imprecazioni di mio zio. Quando segnavano Iorio o Bivi, correvo all’impazzata per la trattoria o il trullo o la campagna e abbracciavo nell’ordine mio zio – che mi faceva saltare in aria dalla gioia – mio padre – che mi subiva in silenzio – mia madre – che mi chiedeva che cosa è successo – mia sorella – che mi diceva smettila – mio fratello – che piangeva stritolato fra le mie braccia. Poi cercavo mia nonna – che chiamava la squadra la Bari – per dirle del gol e mimarglielo, sebbene non l’avessi visto, e la cercavo per la campagna dove se ne andava a raccogliere la cicoria matta – e mi chiedevo sempre perché quella verdura fosse pazza e perché mia nonna si ostinasse a prenderla, se non la mangiavo. […]
Da Altrotempo, Cadmo editore, Fiesole 2008, pp. 106-107 

Vamos

http://altrotempo.fernandocoratelli.com/

Questione di spessori

Al fin Berluscasso candidò nelle sue fila Ciarrapico. Eh sì, non uno qualunque, proprio Ciarrapico. Alla faccia dello svecchiamento, alla faccia del centrismo che sbandiera, alla faccia del non candidiamo chi ha una condanna definitiva.
Felice della sua candidatura, e con la supponenza propria del personaggio, eccolo prima rivendicare il suo passato fascista, poi a polemiche sollevate dice lasciamo che facciano i soliti bla bla bla dall’altra parte (la sinistra, N.d.A.). Bonaiuti corre in suo aiuto (lo dice il nome stesso del portavoce di Berluscasso), TortellinFini è tirato in volto e dice qualcosa che non è né di destra né di centro, Berluscasso tace, per ora.
Il problema, come sempre, è una questione di spessore. Non è la solita rivendicazione di superiorità culturale della sinistra sulla destra (che comunque mi sembra accertata, almeno in Italia), non è la solita polemica sulla questione morale della sinistra (lo insegnava Berlinguer, vero, ma è colpa della sinistra se la destra candida un pregiudicato - condanna definitiva, non mi si può neanche querelare - come Ciarrapico?). No, qui è una questione dell’elettorato di destra, ormai vista la candidatura di (mi sono scocciato di imbrattare questo blog con il suo nome) possiamo dire tranquillamente l’elettorato fascista, che tanto si spreme e si batte per apparire democratico e non più culturalmente surclassato dalla sinistra. Amici destrorsi è arrivato il momento di stare zitti o di rifondare la vostra destra. E non venite a fare sempre il pelo a sinistra con Veltroni (ché io manco sto con Veltroni, né tantomeno si oserà dire che Veltroni è di sinistra - chi lo crede è in malafede quanto Berluscasso).
Possiamo tranquillamente dire che chi vota a destra non ha né senso civico né cultura. Purtroppo è un dato di fatto.
Aspetto che nasca una vera destra liberale, di estrazione culturale crociana.
(Temo che aspettare questo avvento sia come sperare che il papa riconosca le coppie di fatto e che Veltroni venga fulminato da un’idea di sinistra sulla via di Damasco.)