Ossessione
Avanza la musica come avanza la notte – è il tempo che mai mi avanza.
Lo stillicidio è lento e continuo, fin da bambino spingevo fino al limite e poi venivo inghiottito dal buio che avevo preparato meticolosamente. Chi non ha mai desiderato una storia da raccontare? Non andrebbero vissute, eppure afferro tutte le icone di carta che scorrono ai miei occhi, al finestrino. Poi allungo la mano, sento il vento vorticoso piegarmi il braccio e risalire alle spalle, alla faccia, fin su ai capelli – e devo chiudere gli occhi. Qualcuno grida il mio nome, non riesco a girarmi in tempo.
Sogno di tuffarmi nel mio mare a sudest, poi abbandono la malinconia che prima o poi sarà ripresa e riciclata per farne oggetti inutili: diari, pagine, fogli, foto, contorni e cornici senza tele. Squilla il telefono – rispondo un’altra volta. Squilla. Insiste. Che ossessione! Ci sono tante esse in ossessione: mi viene in mente assassino – sono le stesse consonanti, siamo salvi grazie alle vocali. È un assassino, mi ha detto. Ma no. E invece sì, o è amore o è assassino. Mai nessuno mi aveva dato dell’assassino. Vabbè, ho capito, rispondo a ’sto telefono. Intanto incrocio lo sguardo con occhi verdi: amo amare le sconosciute in storie che hanno da venire. Se il cuore sobbalza il pensiero si incunea. Devo scrivere, ne sono certo – ho sonno.
Perché hai su gli occhiali da sole? Per lo stesso motivo per cui li hai su tu. Ah, occhei. Mi piace vivere a sud dell’estremo, da qui la prospettiva è fantastica. Non importa che precipiti, se non riesco a scansarmi all’ultimo potrei sempre bermi un bicchiere di vino.
Corro controvento, controcorrente, controsole – e aspetto che piova. Il terreno è friabile in questo punto, proprio dove ho il piede sinistro. Ho visto di peggio nella vita. Ricordo una volta in cui un gatto cadde in depressione, doveva ammainare la vela e aveva paura di annegare. Io invece ammaino e ripiego le vele con cura, e so nuotare. In alcune circostanze so persino cantare. Come adesso.
Lo scroscio di applausi lentamente scemerà, la porta verrà chiusa, le finestre saranno assicurate con i fermi (ché di ’sti tempi non si sa mai), e l’ossessione avrà cantato, suonato e ballato. Tutto scivolerà via e tutto riprenderà. Mentre io sognerò ancora.
Come Arturo Bandini.
