Non è il caldo
Via Mariano D’Amelio. Non ci sono terroristi islamici in zona. Non ci sono Hezbollah, Hamas e, udite udite, neanche Al-Qaeda, eppure una strada salta in aria. Pochi mesi prima era saltata in aria un’autostrada. Non sono stati visti in giro terroristi internazionali. C’è un Bush al potere negli Stati Uniti (ce n’è sempre uno), ma non rispondono con le bombe. Anzi, forse se ne disinteressano – che stia loro bene così? Può essere.
Quattordici anni fa, oggi 19 luglio, la mafia (devo mettere la M maiuscola?) uccise Borsellino. Quel giorno ero in spiaggia, me lo ricordo. Ero studente universitario, facevo ancora politica attiva (si dice così), eppure già abbronzato non sapevo cosa fare oltre che indignarmi. Speravo che il mondo si potesse cambiare. Gli omicidi Falcone/Borsellino mi piegarono le ginocchia ma mi convinsi che tutti insieme si potesse fare qualcosa. Meraviglia di genuina ingenuità di ventenne. Oggi guardo quotidiani, siti internet e mi accorgo che se su “Repubblica.it” si cita l’omicidio Borsellino a metà pagina, su “Corriere.it” no. Purtroppo c’è altro oggi. C’è Beirut che brucia, Haifa, una regione intera salta in aria (che siano i mafiosi?).
Quel 19 luglio 1992 l’Italia fu scossa da qualcosa che neanche il terrorismo rosso/nero aveva mai fatto. Colpire con violenza inaudita due magistrati, attaccare con supponenza lo stato, diverso dalla strage di Bologna (ché era lo stato stesso a bombardarsi?), diverso dal rapimento Moro (un sogno semicubano a Monte Mario?). No, le bombe di Capaci e via D’Amelio erano GUERRA. Anzi, oggi da stanze ovali, o pentagonali, o G-ottiane, la chiamerebbero “operazione chirurgica” su siti sensibili. Ehi, non ditemi che in revisionismo storico, oggi si cercano terroristi islamici per quegli attentati del 1992? Forse Oriana Fallaci saprebbe dare indicazioni opportune, fare teorie giuste, magari sganciamo qualche bomba anche noi sul Libano per vendicare Falcone e Borsellino? No, perché secondo me va di moda, magari occupiamo l’Iraq (ah, lo hanno già fatto? Vabbè, che diamine, lo hanno detto pure quei due, ci sarà qualche m… da spalare da quelle parti?).
Ho un peso sullo stomaco, mi gira la testa appena socchiudo gli occhi – e giuro non è il caldo.

Sì è l’artrosi cervicale!;-)
L’essere umano penso che civilizzato oppure no, rimarra sempre lo stesso nei suoi istinti, l’unica cosa che a volte cambia sono gli alibi!
Comment by cinzia — Wed 19 Jul, 2006 @ 13:29
ricordo chi ha votato per scalfaro, all’elezione. ricordo l’espressione dei parlamentari in fila. ricordo l’urlo delle madri degli agenti della scorta. ma te la ricordi emanuela loi? e suo padre? così piccolo. con un dolore così gigantesco. io ricordo una cosa dei funerali di falcone. ricordo rosaria, sul pulpito. che legge quello che el dicono di leggere. e inciampa su certe parole. “lo stato… lo stato…” come per convincersi che esiste, lo stato. io penso a lei, alla sua voce, al suo doverlo ripetere che esiste lo stato, al suo doversene convincere. quanto mi paicerebbe che guardasse i miei programmi. quanto. penso ad un documentario su falcone, a quando giocava a calcio alla kalsa. penso a quelli che ci giocano oggi, alla kalsa. e mi commuovo. di fisso.
Comment by perec — Wed 19 Jul, 2006 @ 21:58
Alla kalsa purtroppo non ci sono mai stato. Però ricordo bene Rosaria. Ricordo lo sgomento, ricordo la fatica che provavo a deglutire, avevo la bocca arsa. E anche allora non era il caldo.
Comment by fernando coratelli — Thu 20 Jul, 2006 @ 11:17
E certo che non è il caldo…
Comment by Paola — Thu 20 Jul, 2006 @ 13:03
Fernà fa cald’ è ufficiale!:-P
Comment by cinzia — Fri 21 Jul, 2006 @ 16:01