I fiori
Sognavo che mi tradivi.
(Sobbalzo all’improvviso, nel cuore della notte, rischio un infarto, il cuore batte all’impazzata.) Eh? Che è successo? Sognavi? Non ho capito.
Ho detto che sognavo che mi tradivi.
Ah. È solo un sogno.
Un incubo.
Un incubo, sì. Sogno, incubo – non è la realtà.
Dici tu. Magari mi tradisci.
Stavi sognando. Adesso rimettiti a dormire ché sono le tre.
Hai mai pensato di tradirmi?
Ma ti sembra un discorso da affrontare alle tre di notte?
Rispondi.
Ma no, non lo ho mai pensato – credo.
Appunto: credi. In realtà.
In realtà niente, era solo un incubo.
Hai mai pensato di essere tutt’uno con la realtà?
Che dici?
Sì, hai mai desiderato essere qualcos’altro? Chennesò, tipo un fiore?
Un fiore? Alle tre di notte.
Che palle con ’ste tre di notte! Rispondi. Hai mai desiderato essere un fiore?
Credo di no.
Sempre credo. Vabbè, non hai mai provato il desiderio di compenetrarti in un fiore.
Compenetrazione…
Sei il solito porco. Con te non si può mai fare un discorso serio.
Serio? Essere compenetrati in un fiore è un discorso serio?
Come sei superficiale. Basta, questa è la volta buona. Sì, sì: domani me ne vado. Torno a casa, dai miei.
(Si gira dall’altra parte, capisco che sta piangendo. Non so perché mi torna alla mente quella famosa domanda al questionario militare: “Ti piacciono i fiori?”.)

Mai parlare a tarda ora, si finisce sempre per litigare!
Parola di piccola saggia!;-)
Dispettose ansie del passato che non sembrano mai sfiorire.
Scherzi a parti diventa sempre più scorrevole la tua scrittura e per dirlo io…
Comment by cinzia — Fri 14 Jul, 2006 @ 11:16