Solstizio

Guardo la mia agenda, quasi fossi davvero uomo d’affari. La guardo pigro, avevo un impegno che è saltato. C’è la partita dell’Italia. Poi, d’improvviso, sobbalzo. Leggo e rileggo la data di oggi: 22. Io non vivo mai i numeri dei giorni, ma i loro nomi. Per me è giovedì, o lunedì, o sabato, mai il 14, il 21, il 30. Oggi è 22. Una reminiscenza astronomica mi dice che ieri era il solstizio d’estate. Il 21 giugno è estate. Da quando vivo a Milano le stagioni si sono un po’ annebbiate (la battuta è involontaria). Così, mi accorgo che ieri era l’estate. E io dov’ero? Ah, sì. Seduto a terra, fuori da un bar – in attesa che arrivasse lei per andare a cena. Ieri era grigio, l’orzata in cui si sveglia Milano (per dirla alla De André). Umido. Avevo la bocca arsa e bevevo. Non c’è molto spazio per alzare gli occhi al cielo. A volte il cielo non c’è. Con il dorso della mano lasciavo scivolare dalla fronte al polso il sudore.
Quando ero lì, giù, era diverso. Il 21 giugno era l’ufficialità – si andava a mare già da un mese, ma il 21 era ufficiale. Nessuno poteva rimproverare alcunché o sollevare obiezioni. È estate, si va a mare. A mare. La differenza fra chi è nato sul mare e chi no, si definisce nell’uso di una elle, quella che accompagna la preposizione a. Per me non si va al mare ma si va a mare. Beh, contraltare di questa teoria semantica è l’uso di quella stessa elle affianco a quella stessa preposizione davanti alla parola lavoro. Per me non si è trattato di andare a lavoro, ma al lavoro. Così, sono partito (eviterò per manifesta idiosincrasia il verbo emigrare), apolide per lavoro – esiliato da mare. E non mi accorgo neanche più quando è estate. (Non fosse per le zanzare, il 98 percento di umidità e il nervosismo crescente delle genti che affollano Milano.)

14 Comments »

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  1. é arrivata la stagione che amiamo…
    l’importante che alla fine te ne sia accorto!;-)

    Comment by cinzia — Thu 22 Jun, 2006 @ 14:50

  2. Io sono nata a Livorno, dove si dice “al mare”, e siamo
    nati sul mare. Diciamo anche “sugli scogli”. Forse
    perchè da noi il mare è vento e scogli.
    Saluti.Buona estate.
    GingerAle dei Loungerie.

    Comment by loungerie — Thu 22 Jun, 2006 @ 15:06

  3. @ Cinzia, in ritardo, sì, ma me ne sono accorto.
    @ GingerAle, anche dove sono nato io il mare è scogli e vento, soprattutto di maestrale. Eppure si dice “a mare”.

    Comment by fernando coratelli — Thu 22 Jun, 2006 @ 15:16

  4. Per molti anni sono andato a mare scendendo le scale e attraversando la strada. Ora che il mare non lo vedo più devo affittare una casa al mare per consentire a mia moglie e mio figlio di avere una vaga idea di cosa significhi vivere sul mare. Io pendolareggio tutti giorni verso e da Roma percorrendo una distanza pari a 4 volte quella che percorro d’inverno in città, ma impiegando lo stesso tempo.
    Quando sono a Milano in centro mi sposto velocemente e parimenti raggiungo velocemente Linate. Quando vivevo in provincia mi muovevo a piedi, eppure quella cittadina mi sembrava così grande, almeno quanto il suo lungomare.

    Comment by eventounico — Thu 22 Jun, 2006 @ 16:50

  5. Mi smarrisco qui da te, per sempre..

    Un’orzata sopra Milano..mi piace..mi piace..

    Bacio

    Comment by Stella — Fri 23 Jun, 2006 @ 14:27

  6. Ciao Fernando e grazie per avermi “regalato” l’accesso al tuo blog nell’attesa di rivederci per la famosa birra.
    Ci siamo ritrovati “apolidi” nella stessa città, con le stesse maliconie ma con il bisogno di viverle senza rimpianti ma solo con l’orgoglio di chi “è nato lì e andava a mare”.
    Adesso voglio un bel post sulle zanzare milanesi :-)))

    @ GingerAle da noi si va a mare, gli scogli servono per sbattere e arricciare i polpi :-)

    Comment by Massimo — Fri 23 Jun, 2006 @ 15:53

  7. Vero, Massimo. Ho voglia di polpo. ;-)

    Comment by fernando coratelli — Fri 23 Jun, 2006 @ 16:28

  8. …già ti adoro…

    Comment by Stella — Fri 23 Jun, 2006 @ 16:28

  9. Ti linko…

    bacio di sole

    Comment by Stella — Fri 23 Jun, 2006 @ 16:53

  10. “Vengano signori che qui c’è il vino buono, le pagine del libro, le melodie del suono…”

    Comment by cinzia — Fri 23 Jun, 2006 @ 19:28

  11. Fatti trasportare dalle passioni in questo w-e!;-)
    Bacetti la tua piccoletta!:-)

    Comment by cinzia — Sat 24 Jun, 2006 @ 19:44

  12. Chissà,
    forse aveva ragione Pino Daniele quando cantava “chi ten ‘o mare….”
    …non potrebbe vivere senza il mare, con i suoi dolori e le sue fantasie.
    Qualcuno negherebbe che la mia finestra affacci “a” mare,
    eppure io lo vedo, e lo ammiro, e mi specchio, ogni volta che scosto la tendina ed ho voglia di farlo.
    E rigenera, placa, trasporta.
    Meno male che c’è la fantasia, e Milano diventa senza zanzare!!
    Grazie per questo blog, per questo post,
    Tornerò!

    Comment by Valeria — Thu 29 Jun, 2006 @ 8:59

  13. @ Valeria. Grazie a te. Je t’attends

    Comment by fernando coratelli — Thu 29 Jun, 2006 @ 12:50

  14. Tres bien!!

    Comment by Valeria — Thu 29 Jun, 2006 @ 19:20

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