Stop

Arriva sempre il giorno dei proclami. Arriva sempre il momento in cui puntare i piedi e fare appello a chi quel sentimento lo ha nel Dna. No, non è un proclama pro nazionale che oggi affronterà l’équipe dei cugini d’oltralpe. Il mio è il j’accuse, l’appello e proclama contro Caligola. Si fermi Caligola. Il cavallo ormai sta per entrare a Palazzo Madama. Ecco il vero volto di Berlusconi - l’imperatore Caligola. Berluscasso sta di nuovo giocando a fare il dittarore. E stavolta per la sua gioia non ci sono più i "comunisti" nell’emiciclo a sbraitare. C’è solo l’ecumenico Veltruscosso che la voce grossa non la sa fare. Ci prova ma non è credibile. Dice che è a rischio il dialogo. Che cazzo vuol dire "il dialogo". Solo lui credeva di potere dialogare con l’imperatore pazzo. No, Caligola si deve solo fermare - senza dialogo. Dice di avere il 68% degli italiani dalla sua parte, e sventola il risultato di ’sto sondaggio. E’ pazzo, è evidente. Ha messo Ignazio La Sovietica a giocare con i soldatini di piombo e quello li vuole spedire nelle città. Ha messo Renato Schifiltoso a fare la seconda carica dello stato, e quello nel Senato che fu Spqr ha aperto le porte al cavallo. Voglio vedere la faccia di ognuno dei 68 su 100 italiani che stimerebbero Caligola. Per dire loro che io come italiano mi vergogno. E che stasera quasi quasi preferirei Sarkozy. Certo, fra l’Europeo di calcio, l’estate (anche se non fa che piovere, forse il cielo d’Italia ha capito come stanno le cose) che arriva, la voglia di ferie - sembriamo tutti distratti. E’ l’ora di fermare Caligola, prima che lui fermi noi - per sempre, per un altro ventennio, come fece l’altro cavaliere. Sì, è emergenza democratica, smettiamola di fare i bipartizan (che cazzo significa bipartizan?) accomodanti, non ci venga in testa di salire sull’Aventino. Berluscasso sta per fermare i processi contro di lui, sta per mandare l’esercito nelle città, è pronto a rimettere al potere i colletti bianchi che hanno affamato e derubato mezza Italia. Il clima di odio degli ultimi 14 anni lo ha creato lui. Spaccando l’Italia in due: da un lato chi ha sempre creduto nella giustizia, nella democrazia e nella moralità della vita pubblica, dall’altro chi ha sempre creduto nell’ingiustizia, nelle lobby e nell’arricchimento facile. Adesso basta. Si fermi Caligola.

Unione europea

Succede che accendi la tivù alle 18 (a dire il vero lo streaming sul piccì) e per sentirti un po’ maschio, un po’ popolo, un po’ massa ti fai trasportare dalla tensione dell’Europeo svizzero. Noti gli stadi squadrati e ti aspetti grandi orologi a tutto campo, e pensi ci siano cioccolata e filiali bancarie anche in curva. Ti sfreghi le mani dai luoghi comuni di cui il calcio si nutre e prendi a vedere Francia-Romania, in attesa che giochi l’Italia.
Sorvolo sui cori nazisti dei tedeschi nei confronti dei polacchi di domenica sera, pensando che purtroppo i coglioni non vivono solo in Italia. E guardo questa sfida francorumena che metterebbe paura a Maroni e Calderoni: quasi tutti arabonegri da una parte e zingarirom dall’altra. Se l’Europeo si giocasse in Italia, questi finirebbero in galera per immigrazione clandestina (e l’Italia vincerebbe l’Europeo per mancanza di avversari). Immagino cosa potrebbero dire quei 3.024.758 elettori della Lega se l’Italia fosse la Francia. Scandalizzati Borghezio&C. griderebbero all’attentato razziale contro i padani (ma poi chi cazzo sono ’sti padani?): "Uè, tutti arabi e negher!". Qualcuno ci aggiungerebbe "fjga" detto con la "i" lunga, e i più colti si spingerebbero a dire: "Immigrati extracomunitari", e Bossi sbaverebbe tanto quanto già sbava.
Mentre penso questo e sorrido (ché altro non posso fare), ecco che con sgomento la telecamera inquadra i tifosi dei blues, o dell’équipe se si preferisce - insomma dei cugini d’oltralpe. Urca, penso. Tutti carolingi. Biondi, occhi azzurri, nasino francese. Cazzo, mi sembrano antichi colonizzatori, gli schiavisti di un tempo - i negri e gli arabi in campo a sudare e correre come i gladiatori per un popolo di bianchi francocarolingi. E ripenso a Maroni, Calderoli, Borghezio e Bossi che ora se la ridono, e pensano che gli extracomunitari "servon solo a quella roba lì! Fjga". Menomale che gioca l’Italia fra un po’ penso.
Me tapino: 3 schiaffoni dalla Compagnia delle indie a noi povero popolo di santi (con ’sto papa so’ spariti pure loro), di poeti (che guardano X-Factor) e pescatori (senza più gasolio per pescare). Allora mi sovviene in mente un’altra cosa: come mai ogni volta che c’è Berlusconi al governo (si ricordi il Mondiali di Corea nel 2002, e l’Europeo portoghese del 2004) l’Italia perde? Fosse che forse Berlusconi porti sfiga? Può essere eccome. Io l’ho sempre sospettato: Berlusconi è ‘na seccia.
E guarda tu se devo rimpiangere i giorni in cui l’Italia vinceva il Mondiale di Germania sotto gli sguardi di Prodi e della Melandri. 

Un’urgenza necessaria

Sento il bisogno di farlo, di dirlo. Vorrei gridarlo a un megafono. Se fossi un cantante rock ne scriverei un verso in una canzone. Ma non posso esimermi almeno da un blog di esprimere una libertà di pensiero fondamentale:
"Windows Vista è una cacata pazzesca".
L’ho detto, non riuscivo a trattenermi più. 

Di rado

Di rado faccio pubblicità a me medesimo e alla mia fisiognomica, ma per una volta, solo per una, mi si perdoni un’autopromozione. Cliccando qui, potrete vedere un estratto video della serata di giovedì 22 maggio, fatta al circolo Métissage. Potrete osservare e ascoltare uno stralcio da L’amore in bocca di Marco Rossari e uno da Altrotempo del sottoscritto - me medesimo, quello di cui sopra. Ringraziando come è ovvio che sia i Pennellisolari ch’ebbero a organizzare e ideare la serata.

Il servilismo del Quarto potere

Oggi, sulle pagine di "la Repubblica" è in atto una polemica, un contenzioso fra Marco Travaglio e Giuseppe D’Avanzo. Sarebbe davvero lungo entrare nel merito di questa querelle. Però, per una volta mi sento di appoggiare incondizionatamente Travaglio, sebbene non provi per lui un’immediata empatia. Mi schiero dalla sua parte perché sono preoccupato, anzi che dico, sono spaventato dal servilismo del Quarto potere così ben rappresentato da D’Avanzo. La fine del giornalismo dei fatti e delle opinioni, dei dubbi e delle inchieste - ecco cosa rappresenta D’Avanzo. Egli è la porta del berlusconismo che si apre e tutto mette a tacere. E’ la fine della democrazia, dell’articolo 21 della Costituzione. D’Avanzo è gli avanzi (scusate l’ovvio gioco di parole) del neoveltronismo - che è già vecchio poiché è una replica del berlusconismo. Schifani non è mafioso, ma è stato (e in Sicilia quanto è difficile che si usi il passato prossimo!) amico di mafiosi - caro D’Avanzo questo si sapeva, si sa, si saprà: è inutile che ti sprechi in sterili sofismi, non sei neppure una penna eccellente. Il cerchio si stringe, Wells aveva capito tutto. Il Quarto potere si schiera, affianco del Primo, contro se stesso. Si ripiega in nome delle "distensioni politiche" (fra chi poi?), imbavaglia la verità, distorce i fatti e racconta alla gente che i fatti non sono la realtà - come da sempre fa la macchina comunicativa del berlusconismo. Condivido la posizione finale di Travaglio, aspettiamo che sia un giudice a decidere. Quando, ne sono certo (perché ancora per poco, ma speriamo ancora per molto, il Terzo potere non si asservirà come D’Avanzo & company), un giudice darà ragione a Travaglio, il Quarto potere riporterà sì e no un trafiletto - tanto la notizia fra 3 anni chi se la ricorderà più - e D’Avanzo fingerà di non avere mai scritto niente a proposito.

Inquietante ma vero

Il brano che qui vi riproduco è preso da un’intervista a Leonardo Sciascia del 1979. Sì, avete capito bene 1979 – a naso ho l’impressione che le cose non siano cambiate tanto.
“Quali garanzie offre questo Stato per quanto attiene all’applicazione del diritto, della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro l’abuso di potere, l’ingiustizia? Nessuna. L’impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici, è degna di un regime di tipo sudamericano: neppure uno dei grandi scandali scoppiati in trent’anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito; in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti; i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi perché quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono una esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino.”

Tempo

Al di sotto di nuvole che si addensano su cieli tersi,
Oltre l’attimo in cui la tramontana
Scompiglia desideri e paure,
Eccomi immerso in acque torrenziali
di pensieri e immagini. 

Lentamente carezzo e custodisco
Tempi in cui tremavo e sognavo,
Io arciere senza videofonino
In prima linea a difesa di un Impero che non conosco. 

Oggi cavalco su destriero-ronzino,
Un po’ Cavaliere Errante di nero vestito,
Un po’ don Chisciotte di abiti sdruciti coperto.
Non riesco a star fermo,
Dove taglia il vento vado,
Dove arranca l’onda mi bagno.
Su una roccia in mezzo al mare osservo e desidero…
Straniero – apolide
Precario, senza dimora, solo sole, vento, mare… 

Afferra la mia mano, il mio sesso
E ascoltiamo il nostro tempo.

Dieci giorni

 
A Berlusco’! A Feltri! A Giordana (che co’ quella voce nun ho mai capito se è donna o uomo)!
Ma non dovevamo vivere già nel migliore dei paesi del mondo? "Il giornale" (ottimo per incartare il pesce, avete mai provato?) "Libero" (il quotidiano-fumetto che gareggia con Paperino per le stronzate che dice) ci avevano prospettato la primavera dal 15 di aprile. Lo stesso aveva fatto Berluscasso. Dal giorno dopo le elezioni sarà un altro paese, ha detto il cavaliere senza cavallo.
E invece?
A Berlusco’ ‘a monezza a Napoli ancora lì sta. Alitalia non la compra più nessuno. Tu ti metti a fare il buffone (la cosa in cui eccelli insieme a Feltri e Giordana) e fai la mitragliata a una giornalista russa. A Berlusco’ ‘e tasse stanno ancora lì. A Berlusco’ piove. A Berlusco’ ‘ndo stai? A Berlusco’ stai a fa’ er giochetto de li ministri - decido io, zazzazero. Ma che stai a gioca’.
A Berlusco’ io lo so che fine farai tu, e con te Feltri, Giordana e poi purtroppo tutto il paese appresso. Tu farai la fine di Caligola. Il cavallo del cavaliere a Montecitorio. Nani e ballerine. La Carfagna ministro. Bondi il poeta con la lira (anzi l’euuuuo di Tremonti) canterà le tue gesta ignudo. Bossi che già prima quando parlava nun se capiva, figurate mo’, che fa le riforme. Maroni, il comunista di Democrazia proletaria, agli Interni ché magari imposta i servizi segreti alla kgb dell’amico Putin. E Formigoni che nun se fa er bidé per non toccarsi ché se no commette peccato dove lo metti? Io avrei una proposta, poi se vuoi te lo dico dove lo metterei io. E Schifani? Lo vuoi fa’ presidente der Senato? Ohhhh, era ora. Schifani garante della democrazia, come chiedere a papa Cazzinger di essere cristiano.
A Berlusco’, allora? Qui il paese va a rotoli. Sono già 10 giorni che hai vinto ’ste elezioni e non hai ancora fatto niente. A Berlusco’ ché hai bisogno d’un calcio ner culo? Te lo do io, senza offesa, se vuoi. 

Analisi

In questi giorni, che si preannunciano duri ma non puri, si susseguiranno le analisi. Io, intanto, vi rimando qui. Condivido questo commento-disamina di Franco Bifo Berardi che ha lasciato sul blog di Loredana Lipperini. Nel frattempo osservo gli osservatori stranieri (e chiedo venia per il gioco di parole) che già si preoccupano del paese di Pulcinella e del suo Buffone che gli italiani - famosi per la memoria corta - per la terza volta lo hanno eletto con un plebiscito.

Elaborazione lutto in corso

 

Non ho ancora deciso se andare a vivere in Costa Azzurra o sulla costa mediterranea della Spagna. Facili battute a parte, stamattina mi sono svegliato con un macigno in petto - e non credo sia un problema fisico-cardiaco.